Clima, volano basse
La realtà non finisce mai di stupire, è vero, ma le giustificazioni che certa scienza con il vezzo del catastrofismo trova ogni giorno per sostenere teorie poco scientifiche non è da meno. Accortosi con un po’ di ansia che la fine del mondo per autocombustione tarda a venire (da anni le temperature globali non crescono, a differenza di quello che ci avevano predetto), il fronte della lotta dura e senza paura alle emissioni dell’uomo sta trovando nuove rocambolesche giustificazioni.
10 AGO 20

La realtà non finisce mai di stupire, è vero, ma le giustificazioni che certa scienza con il vezzo del catastrofismo trova ogni giorno per sostenere teorie poco scientifiche non è da meno. Accortosi con un po’ di ansia che la fine del mondo per autocombustione tarda a venire (da anni le temperature globali non crescono, a differenza di quello che ci avevano predetto), il fronte della lotta dura e senza paura alle emissioni dell’uomo sta trovando nuove rocambolesche giustificazioni. L’ultima ha qualcosa di surreale: uno studio dell’Università di Auckland rivela infatti (lo raccontava il Corriere della Sera) che l’altitudine media delle nuvole si sarebbe abbassata negli ultimi dieci anni.
Sorvolando sul fatto che il lasso di tempo preso in esame è troppo breve per trarre conclusioni definitive e che “l’altitudine media delle nuvole” è un valore significativo quanto la ricorrenza del 15 sulla ruota di Genova al gioco del Lotto, il capolavoro è nella motivazione: il global warming (e chi se no?) sarebbe il colpevole di questo abbassamento di quota delle nuovole, abbassamento che però produce un raffreddamento che – manco a dirlo – contrasta proprio il global warming.
Tutto chiaro: la Terra non si riscalda perché il riscaldamento globale provoca il raffreddamento globale. Lo studio è ancora avvolto da una coltre di dubbi e inesattezze ma, salti mortali per giustificare l’esistenza del global warming a parte, dimostrerebbe anche che il pianeta è in grado di autoregolarsi da sé, e che non basta un po’ di CO2 per sconvolgerlo. Che sia la volta buona per abbandonare teorie sempre più incerte e preoccuparsi dell’ambiente in modo meno ideologico?
Sorvolando sul fatto che il lasso di tempo preso in esame è troppo breve per trarre conclusioni definitive e che “l’altitudine media delle nuvole” è un valore significativo quanto la ricorrenza del 15 sulla ruota di Genova al gioco del Lotto, il capolavoro è nella motivazione: il global warming (e chi se no?) sarebbe il colpevole di questo abbassamento di quota delle nuovole, abbassamento che però produce un raffreddamento che – manco a dirlo – contrasta proprio il global warming.
Tutto chiaro: la Terra non si riscalda perché il riscaldamento globale provoca il raffreddamento globale. Lo studio è ancora avvolto da una coltre di dubbi e inesattezze ma, salti mortali per giustificare l’esistenza del global warming a parte, dimostrerebbe anche che il pianeta è in grado di autoregolarsi da sé, e che non basta un po’ di CO2 per sconvolgerlo. Che sia la volta buona per abbandonare teorie sempre più incerte e preoccuparsi dell’ambiente in modo meno ideologico?